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9 maggio 1990, Vialli-Vialli e trent'anni fa la Sampdoria diventava regina in Europa, Genova - Sport

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https://www.primocanale.it/notizie/9-maggio-1990-vialli-vialli-e-trent-anni-fa-la-sampdoria-diventava-regina-in-europa-219129.html 9 maggio 1990, Vialli-Vialli e trent'anni fa la Sampdoria diventava regina in Europa Anniversario della storica vittoria in Coppa delle Coppe a Göteborg, 2-0 contro l'Anderlecht di Stefano Rissetto Trent'anni dopo, penso ancora a due casse di Dom Pérignon, ai miei genitori, ad Armando e a una bottiglietta di San Pellegrino. E naturalmente a Bruno Galler, che quasi dal centro del campo decise che Vialli non aveva commesso fallo sul portiere, come tutti dalla tribuna credevamo. Aveva ragione l'arbitro e così accadde qualcosa che rimane, tra le pagine chiare e le pagine scure. La Sampdoria regina d'Europa. Nel modo più bello e tortuoso. Riacciuffando la Coppa delle Coppe sfuggita un anno meno un giorno prima, nella Berna di Klee. Inseguita di nuovo dalla Norvegia alla Germania, da Zurigo a Montecarlo, fin lassù. Il segnale lo aveva dato su...

Quella favola chiamata Sampdoria

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Scrivo di getto, come se mi fossi appena svegliato da un brutto sogno. E invece no, è tutto vero: la Sampdoria è in Serie C. Non posso dire di essere sorpreso. Da mesi si percepiva un’aria malata, un declino lento ma costante. Eppure, fino all’ultimo, ci speri. Perché il cuore non si rassegna mai. Qualcuno dirà: “Ma dai, è solo calcio, è solo un gioco.” È vero. Ma la Samp, quei colori unici, sono stati il mio primo amore da bambino, subito dopo il pallone. Nel 1990, mentre tutti i miei compagni tifavano già per una squadra, io no. Mio padre non era tifoso, non mi aveva trasmesso alcuna passione calcistica. Scelsi da solo. Mi innamorai davanti alla TV: dei colori, di Mancini e Vialli, dei protagonisti della “Bella stagione”. A dire il vero, per un sampdoriano il giorno più doloroso non è il 14 maggio 2025, ma il 14 ottobre 1993: la morte di Paolo Mantovani. Da lì in poi è iniziata la discesa. Un declino lento, inesorabile. Sì, abbiamo visto campioni passare: Gullit e Platt, Karembeu, Ve...

Sampdoria, cucita la ferita aperta nel 2014. Adesso tocca ai calciatori

https://www.ilsecoloxix.it/sport/2025/04/08/news/sampdoria_commento_paolo_giampieri-15093026/#:~:text=Adesso%20tocca%20ai%20calciatori,-Paolo%20Giampieri&text=Genova%20%E2%80%93%20%C3%88%20come%20se%20si,sarebbe%20stato%20pi%C3%B9%20come%20prima. È come se si provasse finalmente a ricucire la ferita aperta il 12 giugno 2014.  Quel giorno Massimo Ferrero diventò presidente della Sampdoria e in un attimo fu chiaro che niente sarebbe stato più come prima. Il club che aveva fatto del basso profilo dei propri dirigenti un modo d’essere, veniva consegnato da Edoardo Garrone a un guascone che si esprime in romanesco, ha scarsissimo rispetto delle regole, è abituato a muoversi in costante e precario equilibrio tra il lecito e il meno lecito. Dopo le prime stagioni di risultati discreti, ottenuti beneficiando del lascito della precedente proprietà, il club avrebbe imboccato la parabola discendente, arrivando a un passo dal fallimento. Con l’arrivo di Radrizzani e Manfredi, quindi con ...

Dallo svizzero col nome di una dea a Vialli y Mancini. Il romanzo della Doria.

 Tutto inizia con Franz Calì, che arriva da Ginevra a inizio '900. Entra nel Genoa, poi si fa la sua squadra. Il top nel ‘91 con la vittoria dello scudetto della Samp d’oro di Boskov Di Germano Bovolenta              8 aprile 2025 (modifica alle 11:19) – MILANO   Tutto comincia con l’amico Franz. Alba del Novecento, dalla Svizzera arriva un ragazzo di 18 anni. Sveglio, pimpante, siciliano. Vive a Ginevra, ma i suoi sono nati a Catania. Si chiama Francesco Calì, come la dea. Gli piace il foot-ball entra nella città della Lanterna e si unisce ai fratelli Pasteur, i fondatori del Genoa Cricket and Football Club. Poi Franz si mette in proprio e crea una sezione calcio, l’Andrea Doria. Grande passione, interesse crescente, subito partite amichevoli, sfide, derby. I giocatori diventano i doriani. Resteranno i doriani, forever, per sempre.  Il primo Derby della Lanterna? C’è una data: 9 marzo 1902. Su un camp...

'A house of cards' - Sampdoria face 'unthinkable' relegation

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  Image source, Getty Images Image caption, Roberto Mancini (left) and Gianluca Vialli inspired Sampdoria's golden era Alex Brotherton BBC Sport journalist Published 28 March 2025 233 Comments Italy has more than its fair share of iconic football clubs. AC Milan. Inter Milan. Juventus. Napoli. Lazio. Roma. These institutions roll off the tongue. For many English fans of Italian football, particularly those whose love of calcio can be traced back to Channel 4's 'Football Italia', Sampdoria belong on that list. In the decade between 1984 and 1994 Sampdoria won six major titles, while modern greats Trevor Francis, Roberto Mancini, Gianluca Vialli, Ruud Gullit and David Platt all wore the club's iconic strip. The Blucerchiati of that period acquired a cultural cachet that was hard to match. Yet Sampdoria now find themselves struggling in Serie B - and facing the real threat of relegation to the third tier for the first time. Where did it all go wrong? Humble beginnings ...

Siamo innamorati di questa ragazza

  ​ https://www.facebook.com/ SampTube/videos/ 1394262981110152/?flite= scwspnss

Un calcio alla morte

Alessandro D’Avenia | 16 gennaio 2023 https://www.corriere.it/alessandro-d-avenia-ultimo-banco/23_gennaio_16/145-calcio-morte-8802c9ea-94c4-11ed-8a68-b6ce8abd8069.shtml Gianluca Vialli è stato, nella mia adolescenza, un eroe di quello strano sport contro-evoluzionistico per cui l’abilità non dipende dalla mano, che ha reso l’uomo uomo, ma da un arto molto meno preciso: il piede (pedestre è un’offesa: «è fatto con i piedi»). Nel calcio anche il gesto più bello «è fatto con i piedi», la mano è vietata (solo Maradona l’ha resa, furbescamente, tocco divino): arcaica nostalgia di una danza primordiale che incanta l’altro per trafiggerlo nel suo territorio sacro (la rete) con il «colpo» che arriva quando non lo aspetti o da chi non lo aspetti. Per questo sport pedestre il mondo impazzisce come un tempo i popoli incitavano gli eroi su un «campo» di battaglia: attacco, difesa, ali, assedio, manovra, bordata, barriera, parata... Il calcio, se funziona, è guerra sublimata (i pacifici si scatenan...

L’irripetibile Sampdoria di Vialli e Mancini

Una grande storia del campionato italiano, e una delle tante cose che Gianluca Vialli ha lasciato al nostro calcio https://www.ilpost.it/2023/01/06/vialli-mancini-sampdoria/ di Pietro Cabrio Gianluca Vialli è morto venerdì a 58 anni. Viene ricordato non solo in Italia, dove trascorse gran parte della sua carriera da calciatore e poi da opinionista televisivo, ma anche all’estero: per i suoi anni al Chelsea da giocatore e allenatore, e per la sua apprezzata presenza in diverse trasmissioni televisive. La sua storia nel calcio ha avuto quindi tanti momenti e varie forme: per ultima la vittoria degli Europei come capo delegazione della Nazionale allenata dal suo amico Roberto Mancini, mentre era già malato. E proprio con Mancini, ma negli anni Novanta, formò una memorabile coppia d’attacco che diede un contributo decisivo alla vittoria del primo e unico Scudetto nella storia della Sampdoria. A distanza di oltre trent’anni, quella squadra rimane una delle storie più belle del calcio italia...

Addio a Gianluca Vialli, icona della Sampdoria e del calcio

di Stefano Rissetto venerdì 06 gennaio 2023 https://www.primocanale.it/sport/19889-addio-gianluca-vialli-sampdoria.html E' morto a Londra a 58 anni Gianluca Vialli, simbolo della Sampdoria e del calcio italiano. Da cinque anni lottava con un brutto male. In maglia blucerchiata, dal 1984 al 1992, ha vinto Coppa delle Coppe 1990, Scudetto 1991 (capocannoniere), tre edizioni della Coppa Italia (1985, 1988 e 1989) e la Supercoppa d’Italia 1991. Sfiorò la Coppa dei Campioni 1992 proprio a Londra, nella città dove si sarebbe trasferito e dove ha chiuso la sua avventura. Partito dalla Cremonese, ha giocato anche per Juventus (Coppa Campioni 1996) e Chelsea (Coppa Coppe 1998). In Nazionale ha partecipato ai Mondiali 1986 e 1990 e all’Europeo 1988. Ha vinto, da capodelegazione, l’Europeo 2021. Nel 2019, il suo ultimo grande sogno, aveva promosso invano un'iniziativa per acquistare la Sampdoria e diventarne presidente. Finisce sempre così, con la morte. Prima però c'è stata la vita, ...

La Sampdoria di Vialli e Mancini: Boskov, le partitelle delle 5.000 lire, le cene e l’irripetibile «Bella stagione»

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 di Domenico Calcagno Vialli e Mancini sono stati il simbolo di quella che venne chiamata la «Sampd’oro»: una squadra di amici che «ha consumato ossa, sudore, sangue e fatica» per vincere lo scudetto e rendere «possibile l’impossibile» https://www.corriere.it/sport/23_gennaio_06/sampdoria-vialli-mancini-boskov-bella-stagione-ef5d5ec6-8db1-11ed-a8d9-c0827d0f659f.shtml «Una squadra di amici che ha consumato ossa, sudore, sangue e fatica per rendere possibile l’impossibile, sfidare e battere lo status quo, agitare le acque fino a scatenare uno tsunami». Chi ha letto «La bella stagione», il libro-racconto collettivo dei giocatori della Sampdoria campione d’Italia nel ’91, sa di cosa si parla. Di un gruppo molto speciale che riuscì a vincere lo scudetto nonostante il Milan degli olandesi, l’Inter dei tedeschi e il Napoli di Maradona, il gruppo guidato dai gemelli del gol, Luca Vialli — scomparso oggi, ad appena 58 anni — e Roberto Mancini. Mancini arrivò a Genova nell’82, a 18 anni. Nel...