Quella favola chiamata Sampdoria



Scrivo di getto, come se mi fossi appena svegliato da un brutto sogno.

E invece no, è tutto vero: la Sampdoria è in Serie C.


Non posso dire di essere sorpreso. Da mesi si percepiva un’aria malata, un declino lento ma costante.

Eppure, fino all’ultimo, ci speri. Perché il cuore non si rassegna mai.


Qualcuno dirà: “Ma dai, è solo calcio, è solo un gioco.”

È vero.


Ma la Samp, quei colori unici, sono stati il mio primo amore da bambino, subito dopo il pallone.


Nel 1990, mentre tutti i miei compagni tifavano già per una squadra, io no. Mio padre non era tifoso, non mi aveva trasmesso alcuna passione calcistica.

Scelsi da solo. Mi innamorai davanti alla TV: dei colori, di Mancini e Vialli, dei protagonisti della “Bella stagione”.


A dire il vero, per un sampdoriano il giorno più doloroso non è il 14 maggio 2025, ma il 14 ottobre 1993: la morte di Paolo Mantovani.

Da lì in poi è iniziata la discesa. Un declino lento, inesorabile.


Sì, abbiamo visto campioni passare: Gullit e Platt, Karembeu, Verón, Montella, Bazzani, Flachi, Cassano, Pazzini… abbiamo esultato, sofferto, siamo retrocessi e risaliti.

Ma la sensazione è sempre stata quella di un’epoca finita.

Un prima e un dopo la scomparsa del Presidente.


La gente ripete “si riprenderanno”, “una società così non può scomparire”.

Eppure a me il magone resta. Perché quella favola l’ho vissuta, amata, studiata. 

E so che non tornerà.


Non riesco a chiamarla “fede”, perché per me la fede è altro.

Ma è sentimento. È passione.

La stessa che rivedo quando guardo i nostri figli giocare, o quando siamo noi a calciare un pallone e per un attimo torniamo bambini.


Oggi nel calcio comanda il business. La passione si sta spegnendo, divorata dal dio denaro.

I miei figli dicono di tifare Sampdoria. Ma loro quella favola non l’hanno vissuta. Non l’hanno scelta.

Forse hanno solo colto la mia passione. A volte mi chiedo se ho fatto bene. Ma al cuore non si comanda.


Ci vorrà tempo.

Bisognerà resettare tutto.


E solo chi ha incarnato quella “Bella stagione” potrà davvero farlo.


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