Introduzione alla "mia" storia della Samp


Ci si guarda attorno smarriti, per i vicoli antichi del centro di Genova. Ancora ci si aspetta di vedere guizzare il lampo folgorante della chioma ossigenata di Cerezo, ma negli occhi spenti dei tifosi blucerchiati leggi solo l'amarezza e capisci che è passato davvero un secolo, da quei giorni di festa. Il talento di Mancini e Vialli, la saggezza di Boskov, il fosforo di Cerezo, la sicurezza di Pagliuca. Una squadra che ha rallegrato il calcio. Fatta di campioni e di uomini veri, uniti nel nome di un grande presidente: Paolo Mantovani.

Ricordare quel caldo maggio di tripudio può ferirti, se si pensa a quanti hanno lasciato la Lanterna, dalla scomparsa di Paolo, e che fine ha fatto quella splendida squadra, risucchiata dai gorgi della B.

C'era da festeggiare uno scudetto nel 1991. Difficile crederlo, oggi, soprattutto se si è scordato il nome di Paolo Mantovani. Impossibile scindere il suo nome dalla storia della società doriana, che sotto la sua dirigenza firmò imprese memorabili.

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