La "mia" storia della Samp - Campionato 1988/89
Nonostante un organico di primissimo livello, continuò ad incombere
sulla testa della società il gravoso problema dello stadio dimezzato. Questi
furono così i cambiamenti: partono Fusi, Branca, Paganin, Briegel, Ganz ed arrivarono
Carboni, Stefano Pellegrini, Pradella, Victor Munoz, Marco Lanna e soprattutto
Beppe Dossena. Dato per finito
dopo l'amaro epilogo della sua lunga avventura al Torino, Dossena (in foto,
pagina successiva) aveva saputo rifarsi nella quiete di Udine. Ma le ambizioni
dei friulani erano troppo modeste, per l'antico guerriero granata: a Genova
avrebbe ritrovato la serenità e la gioia dei primi anni torinesi. Anni
trionfali, in cui il paragone col leggendario Valentino Mazzola corse spesso
fra i tifosi anziani senza suonar bestemmia.
Si aggiunse così una grande dose di
esperienza ad una squadra che, forse giustamente, è stata sempre definita
"bella, ma immatura". In campionato il quinto posto finale fu un
risultato più che soddisfacente. In Europa si ha la prima vera affermazione
della Sampdoria: finale di Coppa delle Coppe a Berna a sfidare il favorito
Barcellona, con una squadra priva di tutta la difesa titolare. Gol di Salinas e
raddoppio di Rekarte. L'amara sconfitta fu però ampiamente riscattata con la
conquista della terza Coppa Italia, vinta nella finale contro il Napoli, sul
neutro di Cremona. Gol di Vialli, Cerezo, Vierchowod e Mancini.
Fu probabilmente la stagione della maturità,
quella: la Samp si rese conto finalmente delle proprie reali capacità. Era
ormai una squadra capace di competere su ogni fronte, in Italia come in Europa.
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