La "mia" storia della Samp - Campionato 1986/87
La stagione precedente si concluse ingloriosamente e si decise così di
cambiare timoniere. La squadra fu quindi affidata a Vujadin Boskov
(foto, da sinistra Boskov, Borea e Mancini) che, nonostante l'enorme esperienza
accumulata all'estero, in Italia era considerato un allenatore emergente. Il
saggio serbo uomo intelligente e navigato, non avrebbe comunque tardato a dare
una precisa fisionomia alla Samp. Senza
paura, avrebbe lanciato giovani sconosciuti, pescati nel vivaio blucerchiato:
Maurizio Ganz e Antonio Paganin avrebbero fatto le loro prime apparizioni sul
palco della A proprio in quella stagione. Alle spalle di Bistazzoni, portiere
titolare, premeva un ragazzone bolognese, Gianluca Pagliuca (in foto, pag
precedente), prelevato dalle giovanili rossoblù. Si diceva che rappresentasse
una vera e propria speranza per il futuro, anche se nel Bologna aveva avuto scarsa
fortuna. Avrebbe avuto occasione di dimostrare il proprio valore, con Boskov in
panchina. Ceduti Souness,
Matteoli, Galia, Scanziani, Francis e Bordon arrivarono Briegel (difensore che aveva conquistato lo scudetto
a Verona), e il giovane Fusi dal
Como. Coppa Italia e Campionato sono piuttosto deludenti (eliminazione nel primo
caso e la non qualificazione alla Coppa Uefa, dopo lo spareggio contro il Milan
a Torino, nel secondo).
Nonostante l'amarezza finale, le note liete non mancarono: Vialli,
notevolmente irrobustito, stava definitivamente affermandosi come implacabile
bomber, mentre il Mancio, finalmente libero dai tormenti di Ulivieri e Bersellini,
pennellava capolavori.
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