La "mia" storia della Samp - L'inizio dell'era Mantovani

Campionato 1979/80.

Il 3 luglio 1979 Paolo Mantovani divenne ufficialmente il dodicesimo presidente della Sampdoria. Quel giorno si posero le basi di un'incredibile scalata ai vertici del calcio italiano, che avrebbe proiettato la Samp fra le grandi d'Europa. Nessuno allora pensava a traguardi del genere. 

Mantovani, che nei seguenti quindici anni di presidenza si sarebbe distinto per l'anti conformismo, la lontananza dai saloni di palazzo e dai colpi a sensazione, il giorno della presentazione alla stampa si concesse l'unica sparata della sua vita: " Torneremo in serie A " disse. " Preparate i passaporti... vinceremo lo scudetto ". A quel punto i presenti ebbero un sussulto: la conquista della serie A appariva come un dovere irrinunciabile, ma pensare a posizioni UEFA o addirittura allo scudetto era roba da matti, soprattutto con una squadra immersa nel dramma B già da due stagioni.

Ma il nuovo numero uno blucerchiato parlava con piena cognizione di causa. Mantovani trasferitosi nel capoluogo ligure dalla natia Roma a soli 25 anni, da dipendente di una società di navigazione era riuscito a diventare armatore per fare poi fortuna col petrolio. Ricco, quindi, ma non solo: intelligente e schivo, riusciva a coniugare alla perfezione i pregi e i difetti tipici di genovesi e romani. Sarebbe diventato una leggenda e il pubblico doriano lo avrebbe amato incondizionatamente.

Nominato Claudio Nassi direttore sportivo, confermato Giorgis in panchina, Paolo Mantovani operò una vera e propria rivoluzione tecnica: via Lippi, Chiarugi, Tuttino, Bresciani, Re e Savoldi, dentro Logozzo, Sartori, Pezzella, Redomi, Caccia, Venturini, Genzano e Piacenti. Una partenza stentata costò la panchina al mister, sostituito da Lauro Toneatto mentre il presidente diventò bersaglio di una durissima contestazione. Il buon girone di ritorno non valse però la conferma a Toneatto. 

Campionato 1980/81.
In panchina venne chiamato il toscano Riccomini. A fronte di cessioni, vennero acquistati numerosi giocatori: Luca Pellegrini che divenne subito una colonna della difesa blucerchiata, Pietro Vierchowod che venne prestato al Como e il diciottenne Fausto Salsano che venne mandato a farsi le ossa in serie C. Arrivarono anche Bistazzoni, Galdiolo e Redegheri: promozione solo sfiorata. A fine campionato Chiorri venne prestato al Bologna in massima serie e la cosa non piacque moltissimo ai tifosi, innamorati da sempre del fantasista Alviero.

Campionato 1981/82.
La fiducia nel presidente e la nuova rivoluzione tecnica dell'estate dell'81 vennero ampiamente ripagate. Il prestito di Vierchowod alla Fiorentina portò gli arrivi di Guerrini, Sala, Manzo, Sella, Conti, Scanziani, Bellotto, Vullo, Rosi, Garritano e Zanone. All'avvio della stagione, il vero dramma: il 2 settembre 1981, a Cagliari, il presidente fu colpito da un infarto mentre sedeva in panchina con l'allenatore Riccomini. Fu l'inizio di un calvario che, accompagnato da svariate beghe giudiziarie, lo portò ad un volontario esilio in Svizzera. Il campionato non iniziò nel migliore dei modi e la sconfitta patita a Lecce decretò l'allontanamento di Riccomini e l'assunzione del giovane tecnico toscano Renzo Ulivieri, il classico uomo della provvidenza. Il cambio fece bene alla squadra che iniziò una fantastica rimonta verso la promozione. Missione compiuta: dopo tre anni di presidenza, Mantovani riuscì a centrare il primo importante obiettivo della sua gestione.

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