La mia "storia" della Samp - Campionato 1991/92

Dopo il lungo e meritato festeggiamento ci si concentrò sul grande obiettivo della stagione: la Coppa dei Campioni. Venne ceduto Pellegrini e richiamato Dario Bonetti, arrivò Alessandro Orlando e avvengono gli scambi Branca - Buso e Mikhalichenko - Silas. Dopo una partenza entusiasmante con la vittoria della "Makita Cup" e la conquista a Marassi della tanto sospirata Supercoppa italiana  si presentarono al nastro di partenza del campionato con lo scudetto cucito al petto e… un grande sogno europeo. Persa in campionato una posizione valida per la Uefa, eliminati dal Parma in Coppa Italia, la Samp si ritrova a giocarsi tutta la stagione e la Coppa dei Campioni in un'unica partita, a Wembley contro il Barcellona. Ancora bruciava la sconfitta nella finale di Coppa Coppe, ma la sete di rivincita non bastò ai ragazzi di Boskov il più prestigioso trofeo continentale. Da tutta Italia si imbarcano per Londra più di trentamila sampdoriani. Nello stadio più prestigioso d'Europa, la Samp si trova così a sfidare nuovamente i "blaugrana" del Barcellona in una finale europea schierando, rispetto a Berna, una squadra al gran completo. La partenza è tutta spagnola e solo nel finale dei due tempi supplementari i blucerchiati sono pericolosi con Vialli che commette due errori di mira sotto porta. A pochi minuti dalla fine l'arbitro Schmiduber concede agli spagnoli la punizione più amara e dolorosa che i sampdoriani ricordano, su fallo di Invernizzi, che fallo non era: arrivò così il gol di Koeman. Sarebbero stati gli ultimi splendori di una grande squadra, quelli della stagione 1991-92, che coincise con l'inizio dello strapotere del Milan di Capello, davanti al quale la ben munita armata doriana potè ben poco.

Era la fine di un sogno, e il giocattolo si ruppe irrimediabilmente, complice il male che stava minando il presidente. Vialli fu ceduto alla Juve, un trasferimento che fece epoca e avrebbe decretato la fine del paradiso doriano, della squadra simpatia e di tutti gli altri miti che si erano creati intorno al club blucerchiato. Al momento del passaggio in bianconero il bomber blucerchiato dichiarò: "Abbiamo convenuto che fosse meglio mantenere in A la Samp senza Vialli piuttosto che ritrovarla tra qualche anno con Vialli in serie B". Tutto crollava, ma il peggio doveva ancora venire. Intanto, anche lo zio Boskov faceva le valige per far posto al profeta della zona Eriksson.

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