La "mia" storia della Samp - Campionato 1990/91 - Lo Scudetto


Nessuno credeva realmente nella squadra di Boskov, soprattutto dopo il pessimo mondiale del suo bomber principe. L'unica novità di rilievo era rappresentata dall'arrivo del fuoriclasse ucraino Mikhailichenco, stella della nazionale sovietica e della Dinamo Kiev. Ma a credere nel biondissimo centrocampista erano davvero in pochi, viste le magre raccolte dai suoi connazionali Zavarov e Alejnikov. Dal munifico Bologna era arrivato Ivano Bonetti, reduce da due ottime stagioni in rossoblù. Partiti Victor, Carboni e Salsano, viene richiamato Marco Branca. L'inizio della stagione fu segnato però dagli infortuni di Vialli, Pellegrini, Branca, Vierchowod e Cerezo. Per fortuna i "panchinari" Invernizzi, Lanna e Bonetti offrono prestazioni di altissimo livello. In lotta per la testa della classifica fin dalla prima giornata, i blucerchiati, non abbandonarono mai il gruppo delle grandi, che via via andò perdendo pezzi, come una fragile Juve targata Mainfredi, che resse soltanto mezzo campionato.

Passati i primi due turni di Coppa Coppe e qualificata ai quarti di finale di Coppa Italia, la Sampdoria sembra essere lanciata verso un'annata da sogno. Solo verso il termine del girone d'andata, proprio dopo la clamorosa affermazione ai danni dell'Inter, la Samp ebbe una brusca flessione: due sconfitte consecutive, in casa col Toro e a Lecce, parvero confermare la cicalesca vocazione dei blucerchiati, belli ma mai capaci di accumulare punti facili per i tempi difficili. Campione d'inverno fu quindi l'Inter, con la Doria staccata di due lunghezze.

E in anni di totale zona-mania, Boskov venne da più parti accusato di difensivismo e di obsoloscenza calcistica. Per nulla preoccupato, il volpone dei balcani rispondeva ai suoi detrattori: "Sarei pazzo se giocassi a zona, avendo in Vierchowod e Mannini i campioni del mondo della marcatura individuale".
Sarebbe stato un estenuante testa a testa con l'Inter, che si sarebbe protratto fino all'indimenticabile partita di San Siro, che annunciò l'imminente trionfo doriano. Fu un rotondo 2 a 0, con reti di Dossena e Vialli. Ma l'eroe della giornata fu Pagliuca che parò un rigore all'infallibile Matthaus.

NOME
An
R
Pres.
Gol
Bonetti Ivano
64
D
25
0
Branca Marco
65
A
20
5
Calcagno Marco
70
C
2
0
Cerezo Toninho
55
C
12
3
Dossena Giuseppe
58
C
34
1
Katanec Srecko
63
C
26
2
Invernizzi Giovan.
63
D
31
2
Lanna Marco
69
D
26
0
Mignani Michele
72
C
1
0
Lombardo Attilio
66
C
32
3
Mancini Roberto
64
A
30
12
Mannini Moreno
62
D
26
2
Mikhailichenko Aleksey
63
C
24
3
Nuciari Giulio
60
P
2
0
Pagliuca Gianluca
66
P
32
0
Pari Fausto
62
C
33
0
Pellegrini Luca
63
D
15
0
Vialli Gianluca
64
A
23
19
Vierchowod Pietro
59
D
30
3
Il suggello della matematica arriva nell'indimenticabile pomeriIl suggello della matematica arriva nell'indimenticabile pomeriggio  del 19 maggio a Marassi, contro il quasi retrocesso Lecce. Vialli fu il capocannoniere della stagione con 19 reti. Potè avere inizio la festa, che vide un insospettabile Cerezo capofila dei goliardi blucerchiati. Una squadra spettacolare ma pratica, fondata su una difesa solida e attenta con Pagliuca, Vierchowod, Mannini, Pellegrini, Lanna e Bonetti, con a centrocampo, la classe e la sostanza di campioni quali Dossena, Cerezo, Lombardo, Katanec, Pari, Invernizzi e Mikhalichenko. Davanti, supportati dal preziosissimo estro di Branca, i "gemelli del gol", autori di giocate funanboliche e reti sempre decisive. Al timone della "Sampd'oro" la conduzione tecnica di
Vujadin Boskov. 

La sconfitta patita nella Finale di Coppa Italia contro la Roma non guasta la grande festa tricolore. La Sampdoria si laurea, per la prima volta nella sua storia, campione d’Italia. Massima parte di questa impresa va ai giocatori, ma va tenuto in considerazione l’impegno profuso dal presidente Mantovani, dai suoi collaboratori e dall’esperta guida di Boskov. Il 24 agosto 1991 La Sampdoria si aggiudicò la Supercoppa Italiana ai danni della Roma, dopo che era stata sconfitta dall’Inter nel 1989. Ecco la rosa della stagione 1990/91:

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