Nostra Signora dello Scirocco - I ragazzi del 1991
Il mare è un elemento imprescindibile per tutte le città che bagna. Scandisce il tempo, dà irruenza e calma allo stesso tempo. Difende, protegge e stupisce. Tutte caratteristiche che Vujadin Boskov ha fatto subito sue. Il suo legame con Genova, con il mare e con la U.C. Sampdoria sono una pagina sacra del calcio italiano e della #SerieATIM. Era il 1986 quando Boskov firmò con i blucerchiati.
Il presidente Paolo Mantovani gli diede fiducia e nacque così un'era, un connubio esplosivo, un ciclo che avrebbe poi messo per sempre il nome della Sampdoria nell'olimpo del calcio italiano e non solo. Dopo 2 Coppe Italia e 1 Coppa delle coppe il nostro racconto si proietta a maggio del 1991. A San Siro la Samp, prima in classifica, affronta l'Inter in quello che è un match decisivo per lo Scudetto. I blucerchiati sono arrivati dopo una rincorsa di 5 anni a giocarsi la storia. La storia da raccontare per sempre. La storia che vedeva come protagonisti Pagliuca, Pellegrini, Vierchowod e Mannini, Lombardo e Dossena e infine la coppia d'Oro. Vialli e Mancini.
Ancora oggi questi due nomi detti uno dopo l'altro hanno una potenza pazzesca che inebria ancora di più la poesia che il calcio italiano ha da sempre regalato. Danno subito idea dello spessore tecnico che il calcio può arrivare a esprimere. Quel pomeriggio di Maggio la Samp vinse 2-0 a San Siro e fu Vialli a segnare il gol del ko. Saltò Zenga e di destro da pochi passi fece scivolare il pallone sui ciuffi d'erba che portarono la Samp a scollinare e vedere la paradisiaca immagine di uno Scudetto inimmaginabile. Vialli esultò con una capriola e in quel gesto tecnico è intrisa la filosofia di una squadra che ha unito cultura del lavoro, semplicità e ironia. Boskov e Paolo Mantovani hanno tracciato un progetto che è entrato nel DNA di un popolo e ha portato la Samp a diventare la "nostra signora dello scirocco".
Questa fu la frase con cui Gianni Brera raccontò la storia di quella stagione. Una squadra che certa delle sue potenzialità si spinse all'inverosimile pur di arrivare a vedere il suo mare.
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