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Visualizzazione dei post da aprile, 2020

Nostra Signora dello Scirocco - I ragazzi del 1991

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Il mare è un elemento imprescindibile per tutte le città che bagna. Scandisce il tempo, dà irruenza e calma allo stesso tempo. Difende, protegge e stupisce. Tutte caratteristiche che Vujadin Boskov ha fatto subito sue. Il suo legame con Genova, con il mare e con la U.C. Sampdoria sono una pagina sacra del calcio italiano e della #SerieATIM. Era il 1986 quando Boskov firmò con i blucerchiati. Il presidente Paolo Mantovani gli diede fiducia e nacque così un'era, un connubio esplosivo, un ciclo che avrebbe poi messo per sempre il nome della Sampdoria nell'olimpo del calcio italiano e non solo. Dopo 2 Coppe Italia e 1 Coppa delle coppe il nostro racconto si proietta a maggio del 1991. A San Siro la Samp, prima in classifica, affronta l'Inter in quello che è un match decisivo per lo Scudetto. I blucerchiati sono arrivati dopo una rincorsa di 5 anni a giocarsi la storia. La storia da raccontare per sempre. La storia che vedeva come protagonisti Pagliuca, Pellegrini, Viercho...

La "mia" storia della Samp - Dall'esordio nel 46 all'era Mantovani

Campionato 1946/47. L'esordio a Roma, il 22 settembre 1946 al Flaminio , venne rovinato da una tripletta del centravanti giallorosso Amadei, gol della bandiera del bomber “Nane” Bassetto. Pronto riscatto alla prima uscita casalinga contro la Fiorentina (1-0 gol di "Pinella" Baldini). Il 3 novembre 1946 primo derby di fronte al Presidente della Repubblica De Nicola: 3 a 0 per i blucerchiati con gol di Baldini, Frugali e Fiorini. La squadra si piazza al 10° posto con 36 punti. Baldini e Bassetto segnarono rispettivamente 18 e 13 reti: saranno i gemelli del gol della storia blucerchiata fino all'arrivo di Luca Vialli e Roberto Mancini. Campionato 1947/48. Il secondo campionato vide il passaggio della presidenza nelle mani di Amedeo Rissotto e da quest'ultimo ad Aldo Parodi (il quale rimarrà in carica fino al 1953). Ancora 36 punti a fine campionato, ma questa volta i blucerchiati si piazzano solo al 14° posto. Risaltò la squillante affermazione casaling...

La "mia" storia della Samp - Gli anni della presidenza di Enrico Mantovani

Nel 1994-95 approdò a Genova Sinisa Mihajlovic, difensore serbo dotato di un tiro potentissimo, ma lasciarono a fine stagione Lombardo e Vierchowod. Persa ai rigori la Supercoppa italiana contro il Milan a San Siro, la Samp iniziò bene la stagione, e la coppa Italia e la coppe Coppe non diedero le risposte attese. Il campionato 1995/96 vide compiere una vera e propria rivoluzione da parte di Enrico Mantovani che preleva Chiesa, Seedorf, Karembeu, Pagotto, Maniero, Franceschetti, e Laigle. Il torneo fu caratterizzato dal discontinuo rendimento offerto nel girone di andata e dall'entusiasmante rincorsa del girone di ritorno ma, la zona Uefa, rimase purtroppo solo un sogno. Nel 1996/97 la Samp ripartì con Montella al posto di Chiesa e soprattutto Veron, il faro del Boca Juniors.   La stagione sarà buona, sboccerà il talento di Vincenzo Montella con 22 gol e la "zona Uefa" non sfuggì. L'ultima in casa con la Fiorentina fu una partita molto importante, fu infatti...

La "mia" storia della Samp - Campionati 1992/93 1993/94

Campionato 1992/93. Finì un ciclo che portò la Sampdoria nel gotha calcistico europeo. Partirono Vialli, Boskov, Pari e Cerezo. Con il nuovo allenatore, Sven Goran Eriksson, arrivarono a Genova numerosi giovani: Corini, Bertarelli, Serena e Zanini, ma anche Walker, Jugovic, Sacchetti e Chiesa. Eliminati subito dal Cesena in Coppa Italia, il campionato continua fra alti e bassi. L'Europa sfugge per un punto con grandi rimpianti per i tanti punti persi banalmente. Campionato 1993/94. Deluso per la mancata partecipazione alla Coppa Uefa, che oltre a prestigio ed emozioni avrebbe offerto importanti contributi alle casse sociali, Paolo Mantovani decise così di cambiare parzialmente rotta: cedette Lanna, prestò Corini e Buso, vendette Walker e arrivarono Marco Rossi, David Platt, Ruud Gullit, Chicco Evani e Dall'Igna ed inoltre ritornò Salsano. A Bogliasco non si trovava un posto libero neanche sulle colline adiacenti al campo. Eriksson si ritrovava una squadra praticamen...

La mia "storia" della Samp - Campionato 1991/92

Dopo il lungo e meritato festeggiamento ci si concentrò sul grande obiettivo della stagione: la Coppa dei Campioni. Venne ceduto Pellegrini e richiamato Dario Bonetti, arrivò Alessandro Orlando e avvengono gli scambi Branca - Buso e Mikhalichenko - Silas. Dopo una partenza entusiasmante con la vittoria della "Makita Cup" e la conquista a Marassi della tanto sospirata Supercoppa italiana  si presentarono al nastro di partenza del campionato con lo scudetto cucito al petto e… un grande sogno europeo. Persa in campionato una posizione valida per la Uefa, eliminati dal Parma in Coppa Italia, la Samp si ritrova a giocarsi tutta la stagione e la Coppa dei Campioni in un'unica partita , a Wembley contro il Barcellona. Ancora bruciava la sconfitta nella finale di Coppa Coppe, ma la sete di rivincita non bastò ai ragazzi di Boskov il più prestigioso trofeo continentale. Da tutta Italia si imbarcano per Londra più di trentamila sampdoriani. Nello stadio più prestigioso d'Europ...

La "mia" storia della Samp - Campionato 1990/91 - Lo Scudetto

Nessuno credeva realmente nella squadra di Boskov, soprattutto dopo il pessimo mondiale del suo bomber principe. L'unica novità di rilievo era rappresentata dall'arrivo del fuoriclasse ucraino Mikhailichenco, stella della nazionale sovietica e della Dinamo Kiev. Ma a credere nel biondissimo centrocampista erano davvero in pochi, viste le magre raccolte dai suoi connazionali Zavarov e Alejnikov. Dal munifico Bologna era arrivato Ivano Bonetti, reduce da due ottime stagioni in rossoblù. Partiti Victor, Carboni e Salsano, viene richiamato Marco Branca. L'inizio della stagione fu segnato però dagli infortuni di Vialli, Pellegrini, Branca, Vierchowod e Cerezo. Per fortuna i "panchinari" Invernizzi, Lanna e Bonetti offrono prestazioni di altissimo livello. In lotta per la testa della classifica fin dalla prima giornata, i blucerchiati, non abbandonarono mai il gruppo delle grandi, che via via andò perdendo pezzi, come una fragile Juve targata Mainfredi, che resse solt...